domenica 19 giugno 2016

Crescita e NON crescita, poco felice, del M5S

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In attesa dei risultati definitivi e delle valutazioni che verranno date anche in base a dove il movimento sarà riuscito a piantare la bandiera, ho elaborato, sulla base dei risultati del primo turno, una piccola statistica avente come scopo l'individuazione del radicamento, del successo e della crescita del M5S sul territorio.
I tre fattori analizzati si basano su dati come presentazione o meno della lista e raggiungimento del risultato di almeno un consigliere eletto.
La % di radicamento: è la capacità del M5S di radicarsi sul territorio. Misura in percentuale la proporzione dei comuni in cui il M5S si è presentato, sul totale dei comuni al voto nella regione.
La % di successo: indica la capacità di penetrazione laddove ci si presenta. E' il rapporto percentuale dei comuni  in cui si è ottenuto almeno un eletto sul totale dei comuni in cui ci si è presentati. Questo dato è purtroppo molto viziato dai ballottaggi e lo riporto per ora per completezza di analisi anche se andrà rielaborato una volta che i risultati definitivi saranno disponibili.
La % di crescita: è il rapporto percentuale dei comuni in cui si è ottenuto almeno un eletto su tutti i comuni andati al voto e indica quanto si sta allargando sul territorio l'influenza del Movimento (anche un consigliere di
opposizione contribuisce nel bene o nel male a far conoscere il m5s durante il suo mandato).

La seconda tabella riporta in breve chi sono i vincitori e i vinti, ossia dove il M5S va meglio e dove invece è in forte difficoltà sia nel radicamento sul territorio che nella crescita.
Le forbici nella valutazione della crescita cambieranno leggermente dopo i ballottaggi ma il dato è a mio avviso già indicativo e interessante.
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mercoledì 30 marzo 2016

Breve Manabile della Dominazione Politica

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BREVE MANABILE DELLA DOMINAZIONE POLITICA: il decalogo

Regola n. 1 Voi fate quello che dico io!

Regola n. 2 Potete avere un gruppo fb con quasi duemila iscritti, amministratore
indipendente, ma se vi dico di chiuderlo o di cancellare alcuni post voi fate quello che dico io!

Regola n. 3 Apro un gruppo facebook, gestito da me, dove appaiono formalmente anche altri
amministratori e "poche e semplici regole di buona convivenza", ma se non volete veder sparire quel
che scrivete voi fate quello che dico io!

Regola n. 4 Siete miei colleghi in Regione, o in Parlamento, o in Comune o mio Capogruppo?
Avete due scelte: scrivete quello che mi piace o lo cancello perché voi fate quello che dico io!

Regola n. 5 Indite una riunione con i gruppi territoriali, proponete un percorso
partecipato, coinvolgete attivisti, simpatizzanti e cittadini, decidete tutti insieme una data,
un luogo e dei contenuti? Va benissimo, tanto io decido che la data è un'altra, i contenuti idem,
il luogo pure e, sopratutto, i moderatori sotto i riflettori sono quelli che dico io. E voi?
Voi fate quello che dico io!

Regola n. 6 Votate in tanti, all'unanimità che non devo creare altri eventi confusionari senza
condivisione?
Creo un evento il giorno prima del vostro perchè voi tutti fate quello che dico io!

Regola n. 7 Nonostante tutto discutete online le mie decisioni? Carico a molla la claque con frasi
random tipo: "dovete fare tutti un passo indietro", "dovete unire e non dividere", "dovete incontrarvi e parlare", "dovete fare quello che dico io!".

Regola n. 8 Non basta la claque perché siete più numerosi? Rilascio un intervista ai giornali esponendo solo la mia versione dei fatti e alla fine voi fate quello che dico io!

Regola n. 9 Vi ribellate alla mia decisione democratica? Mi scatto un selfie con il leader laterale
e voi fate quello che dico io!

Regola n. 10 Non basta nemmeno il selfie? Faccio uscire un p.s. sul Blog dei Blog e alla fine comunque vada affosso il vostro evento e voi fate quello che dico io!
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martedì 22 marzo 2016

Bruxelles: la risposta dello stato islamico

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La risposta alla cattura di Salah Abdeslam non si è fatta attendere, si parla di almeno 26 morti e 130 feriti e potrebbe non essere finita qui. Penso alle famiglie delle vittime e cerco di immedesimarmi ma non ci riesco. Credo sia impossibile comprendere lontanamente il dolore inatteso di chi ha visto un parente o un amico andare al lavoro, partire per un viaggio senza sapere che sarebbe stata l'ultima volta che lo avrebbe incontrato.
Mi chiedo cosa farei io nei loro panni, cosa proverei: rabbia, frustrazione, senso di impotenza, incredulità, per la perdità di una moglie, un marito, una figlia, un padre o una madre.
Credo che se fosse toccato a me, perdere o esser perso per una causa del genere, l'intontimento sarebbe tale che le voci, quelle voci che da ora in avanti riempiranno le televisioni, suonerebbero ovattate e lontane. Ci sarà chi userà l'accaduto per propri fini, per chiamare l'ennesima crociata, chi generalizzerà, chi difenderà l'indifendibile e pochi, che nel silenzio, leveranno un pensiero o una preghiera per chi, sconosciuto in un Europa inconsistente, è stato sacrificato per motivi lontani che non gli appartenevano e che pensava non lo riguardassero.
Le bombe esplose ci ricordano nel peggiore dei modi che non possiamo considerarci distanti ed estranei in nessun caso.
Siamo tutti bersagli, siamo tutti vittime e siamo tutti carnefici, in un modo o nell'altro.
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martedì 8 dicembre 2015

Verso un raduno nazionale a 5 Stelle

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E' il momento di crescere.
Perchè l'alternativa a una crescita condivisa e partecipata è la morte del Movimento.
Non so voi, ma io non sono affatto interessato a un ennesimo partitino verticistico, anche se più sano e più onesto degli esistenti.
Non è accettabile in un Movimento (che da statuto non vuole essere un partito nè ora nè in futuro) che dei consiglieri comunali siano espulsi o sospesi con una email, violando in questo modo uno degli articoli della Associazione Nazionale del Movimento 5 Stelle, il cui statuto prevede e sancisce la libertà di mandato degli eletti nelle istituzioni.
Non è accettabile che un Portavoce (che non è un capo politico ma un dipendente dei cittadini) dia a battesimo la figura di "candidato naturale" o cali investiture dall'alto tipiche dei partiti, dei loro listini bloccati e delle
segreterie.
L'unico candidato naturale, nel M5S, è quello scelto dai cittadini, tra altri candidati (ai quali si spera non venga chiuso "per caso" l'account il giorno del voto).
Tutto il resto è partitismo, è PDL, è PD, è la solita vecchia merda.
Mi spiace ma io non mi schiero con le espulsioni, nè quelle in itinere di Livorno, né quelle invocate a Bologna, tanto meno con quelle passate, in Sardegna o a Imperia.
Noi siamo quelli del controllo popolare dal basso, non dei fulmini divini dall'alto.
Occorre oggi più che mai incontrarsi.
Se dobbiamo cambiare quel che siamo perchè il nostro "metodo" non favorisce le competenze mi può stare bene, ma occorre guardarsi in faccia e proporre idee che siano inclusive. "Partecipazione e trasparenza" non possono essere slogan elettorali.
Se servono regole comuni, e a mio avviso ne servono, per scegliere i candidati amminstratori, non possiamo parlarne online. E' necessario un incontro nazionale e non credo che un evento come quelli di Imola o Roma sia il format adeguato.
Non serve un palco, ma tante sedie messe in circolo. Non servono gadgets, ma idee da condividere e approvare a più livelli affinché nessuno si senta escluso e nessuno possa poi recriminare.
Concordo con Federico Pizzarotti quando dice che serve "un meetup nazionale per ridefinire le nostre regole, un luogo di confronto fisico in cui incontrarsi a scriverle".
Dal 2009 il Movimento è cresciuto e quel che ancora oggi manca è un vero luogo di discussione interna e intendo un luogo di discussione politica.
Occorre porre rimedio a questa mancanza.
Se la parola Congresso fa paura chiamiamolo Meetup Nazionale, chiamiamolo Raduno delle Giovani Marmotte, chiamiamolo come volete ma facciamolo.
E' l'ultima occasione prima che un Grande Movimento Innovatore si tramuti, come la carrozza di Cenerentola, in un piccolo partito stantio di cui gli italiani sicuramente non hanno bisogno.
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lunedì 5 ottobre 2015

Rugolamerda vs Leccaculo - primo torneo regionale a 5 Stelle

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Davvero volete che il prossimo titolo del Secolo XIX assomigli a quello di questo post? Se è così direi che in Liguria si è iniziato col piede giusto. 
Passo spesso per, e mi ritengo, una delle voci più critiche del Movimento 5 Stelle. 
Tuttavia credo che un gradino più in basso di dove si è giunti il 3 a Genova sia difficile scendere eppure sono quasi certo che saremo capaci di farlo.
Già vedo le prime avvisaglie delle opposte tifoserie: da una parte chi osanna e santifica a prescindere i consiglieri regionali e sarebbe capace di giustificare qualunque decisione della compagine ligure e dall'altra chi nella foga di esporre dubbi, rimostranze, perplessità e critiche mescola tutto in un polpettone che ottiene come unico effetto di far perdere di vista i singoli problemi e le eventuali soluzioni.
Vogliamo davvero estremizzare gli opposti? 
Vogliamo davvero lasciare il Movimento 5 Stelle Liguria nelle mani di improvvisati capi ultras?
Perchè, sappiatelo, è questo il rischio che si corre. Come negli stadi, anche in politicase si estremizza non sono le società calcistiche o i giocatori
a comandare, ma i capucoli delle curve e più li si foraggia e più è facile che la situazione sfugga di mano.
Forse se la smettessimo tutti di parlare per slogan (ma proprio tutti) si potrebbe ricominciare a comunicare e a fare qualcosa di simile a quello che mi ero proposto io candidandomi alle regionali (se è ancora online la graticola dovrebbe essere visibile): organizzare il M5S sul territorio con strumeti non improvvisati, parziali e lasciati alla buona volontà del singolo consigliere o gruppo.

Serve trasparenza, ma una trasparenza organizzata perché è l'unica garanzia per tutti: eletti e non, attivisti e simpatizzanti, ma sopratutto per i Cittadini che vedrebbero un Movimento reattivo e coerente. L'alternativa è un microcorrentismo occulto. Una riffa continua per vedere i problemi del proprio territorio affrontati a scapito di quelli di qualcun'altro
Dotiamoci in fretta degli strumenti necessari a raccogliere la voce dei Liguri e a darle peso. Ridiamo dignità all'attivismo, quello vero, che non appare magari nella foto ricordo.
Si dia una forma alle riunioni territoriali perché la Liguria è vecchia e la rete è uno strumento fortemente limitativo nell'esercizio della democrazia partecipata.
Si stabilisca un patto chiaro tra chi è eletto e chi è attivo sul territorio, in modo che si sappia  con certezza chi decide cosa.
Le energie sul territorio ci sono ancora. La Spezia è un esempio di come il confronto contiunato con i cittadini possa generare e mantenere partecipazione anche lontano dai periodi elettorali, ma se si prosegue sulla china che si è presa l'unico risultato che si otterrà sarà l'allontanarsi di un numero sempre maggiore di attivisti e simpatizzanti e si aprirà la strada a catechizzatori globe trotters da quattros soldi il cui unico intento è ingrassare il proprio ego e non il bene comune.
Sui singoli temi sollevati a Genova tornerò più avanti. Ora gli animi sono troppo "caldi" e ogni mia parola potrebbe essere strumentalizzati dalle opposte tifoserie. ed è l'ultima cosa di cui c'è bisogno adesso..


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martedì 1 settembre 2015

NO alla riclassificazione dell'incenerim­ento in attività di recupero

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Il 9 settembre p.v. si riunisce la Conferenza Stato-Regioni per approvare il decreto attuativo dell’articolo 35 parte integrante dello Sblocca Italia. 
Una delle conseguenze della approvazione di tale articolo è la riclassificazione dell'incenerimento come "attività di recupero". In pratica bruciare rifiuti non sarà più considerato uno smaltimento.
Altre conseguenze sono la possibilità di imporre nuovi impianti di incenerimento non previsti dai piani regionali e la ristrutturazione di impianti obsoleti che potranno bruciare rifiuti provenienti da tutta Italia (e non solo su base provinciale).
Bruciare rifiuti è sbagliato, è antieconomico, è trogloditico se paragonato ai risultati che politiche di gestione corretta dei rifiuti possono portare (e gli esempi non mancano).
Chi parla a favore degli inceneritori, chiamandoli termovalorizzatori, come se cambiando il nome migliorasse la sostanza, dimentica spesso di dire che cosa entra e cosa esce da quegli impianti.
In un inceneritore entrano rifiuti, chiamati un tempo CDR, combustibile da rifiuto e adesso CSS, combustibile solido secondario (sempre nell'ottica di chiamare la merda purè sperando cambi il sapore), ma anche sabbia, acqua, aria e altri combustibili.
Dopo l'incenerimento quel che si ottiene sono fumi che contengono ceneri e gas, ceneri solide (per circa un terzo della quantità di rifiuti bruciati), carboni attivi dai filtri dei fumi, fanghi dalla depurazione dell'acqua e inerti: tutta roba che va poi in discarica.
Di fatto incenerire significa moltiplicare i rifiuti (della peggior specie).
Chiunque sia sensibile alla salute pubblica, all'ambiente, ma anche alla pura e semplice economia pubblica visti i costi di impianto, non può essere a favore dell'incenerimento e opporvisi è un dovere civico prima ancora che politico.

Lunedì 7 settembre, dalle 10 alle 13 e 30, a Genova in piazza De Ferrari presso il palazzo della Regione si terrà un presidio per ribadire un "NO alla riclassificazione dell'incenerim­ento in "attività di recupero" è importante esserci in tanti.
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domenica 30 agosto 2015

La Bufala, il razzista e i banner a pago

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Ricordate gli articoli che giravano su facebook riguardo la richiesta di 1.500 euro da parte degli immigrati che minacciavano di fare bordello? E il rom che investe un pedone e fugge con l'auto rubata? E l'immigrato evirato dal padre della bambina che aveva violentato? Oppure il Pakistano ospitato a cena che poi stupra la figlia di chi lo ha ospitato?
Bene, il Compartimento Polizia Postale e Comunicazioni della Sicilia Orientale ha denunciato in stato di libertà, per istigazione alla discriminazione razziale, il gestore del sito che pubblicava questa montagna di bufale.
Stando ai commenti presenti all'articolo su Next Quotidiano, il sito incriminato, senzacensura.eu, era gestito da Gianluca Lipani, uno studente di 20 anni, residente in provincia di Caltanissetta.
Il mio pensiero va a tutti quei coglioni che hanno fatto circolare sui loro profili le cazzate riportate su quelle pagine e alla banda di deficienti che hanno commentato i post sbavando con contenuti razzisti.
Vi farà sicuramente piacere sapere di aver contribuito al guadagno di qualcuno che vi ha presi per il culo tre volte. La prima perché le notizie non erano vere, la seconda perché ci ha guadagnato con i banner pubblicitari e la terza perché come lui stesso ha dichiarato, al contrario di voi, non era animato da risentimenti nei confronti di persone di diversa nazionalità. Era solo un business.
E voi le vacche da mungere.

Fonti: NextQuotidiano - Il Fatto Nisseno 
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